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Visualizzazione post con etichetta I miei pensieri. Mostra tutti i post
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domenica 2 aprile 2017

La mia moda personale

Salve a tutti. Come va?
Oggi mi sono sentita ispirata da un pensiero che mi è balenato in testa mentre sbirciavo su Instagram i vari outfits delle diverse ragazze che seguo sul social.
tutte queste ragazze spiegavano con dovizia di particolari il loro modo di vestire, chi elegante e sexy, chi sportivo, chi casual, chi stravagante e gotico, e allora mi sono chiesta: ma io come mi vesto? 

Non mi sono mai posta questa domanda, ma pensandoci bene è abbastanza chiaro che io odi sentirmi costretta in abiti troppo attillati o magari in tipologie di vestiario dove sei obbligata a controllare ogni cinque minuti che tutto sia apposto, che non si sia spostato nulla, che la gonna sia al posto giusto, che la maglia non faccia troppe balze o che il body la smetta di stringere troppo l'inguine. 

No, non ce la posso fare. Io amo la comodità, la semplicità e l'idea di risultare romantica attraverso i miei abiti.

Tra le cose che odio oltre a quelle che ho citato poco fa ci sono anche i tacchi che io ormai ho bandito da anni. Mi sento così goffa quando li metto che il mio tentativo di risultare sexy fallisce ogni volta miseramente. Prediligo principalmente scarpe da tennis e stivaletti, e sandaletti d'estate.

Alcuni degli outfit che adoro d'inverno sono questi e devo dire che sono quelli che porto per il 97% delle volte:


 

Se invece un'occasione mi impone di essere un po' più elegante adotto questa tipologia di abbigliamento:
D'estate continuo a prediligere i leggings che utilizzo con stivaletti estivi o scarpe da tennis:



Visto che d'estate non è obbligatorio portare i collant che odio e che evito di portare quando c'è freddo, mi diletto nell'indossare tanti bei vestitini con stivaletti estivi o sandaletti bassi:



Adoro questi vestitini dal taglio stretto in vita che poi scendono morbidi perchè non mi fanno sentire costretta, ma mi fanno sentire bella e romantica.

E voi? Qual è il vostro stile?

Un abbraccio

Laura
 
 

sabato 11 marzo 2017

L'adozione nelle coppie gay

Salve a tutti. Come va?

Oggi vorrei parlare di una questione che fin da subito ha creato uno spartiacque nella società.
In questi ultimi giorni si è sentito molto parlare della coppia gay che ha potuto adottare anche in Italia un bimbo. (Diciamo che nel nostro stato non è ancora possibile farlo, ma credo che possa diventare fattibile dopo alcuni anni di residenza all'estero. Comunque non sono molto informata nell'ambito legislativo e oggi sono qui per parlare della questione etica, se così la vogliamo chiamare).

Parto col presupposto di essere d'accordo con l'idea delle adozioni gay.

Mi ci è voluto un po' di tempo per arrivare a questa conclusione, ho riflettuto parecchio prima di capire il mio pensiero, ma ora ce l'ho ben chiaro in testa.
Io sono fermamente convinta che una coppia gay fondata sull'amore sincero possa essere un'ottima isola felice per un bambino bisognoso di famiglia.
Un bambino da adottare è un bambino senza famiglia, solo, in un orfanotrofio, in un ospedale o in una comunità povera. Cosa c'è di male se due uomini o due donne vogliono prendersene cura per sempre? Dov'è il male? Io non comprendo chi disprezza questa realtà. Come si fa a preferire che un bimbo rimanga solo e soffra piuttosto di farlo crescere con due persone dello stesso sesso? A me sembra un pensiero omofobo.
Mi sono sentita dire, e questo è il pensiero che va per la maggiore e che io vedo come una classica omologazione alla maggioranza, che un bambino deve crescere con una figura maschile e una femminile per non avere scompensi psichici.

E allora io chiedo a chi la pensa così: quanti bambini vengono cresciuti solo dalla mamma o solo dal papà per questioni legate a divorzi, a un genitore che è morto o scappato? O magari viene accudito dalla mamma e dalla nonna o dal papà e dallo zio. Io ne conosco parecchie di persone cresciute così e mi sono sempre sembrate simili a tutti gli altri.
Questi casi non sono i medesimi se paragonati a una coppia di genitori gay?
Anzi potrei dire che forse un bimbo che cresce con una coppia gay serena potrebbe non patire le sofferenze che invece potrebbe dover vivere un bimbo figlio di una coppia etero (o anche gay, non c'entra) che si lascia o non va d'accordo.
Io credo che la cosa più importante sia crescere un figlio con amore, insegnandogli i valori della vita nella totale libertà di esprimere il suo "essere".
C'è comunque anche da dire che dove vige la legge che dà la possibilità di adottare anche alle coppie gay, la cosa non è più vista come una novità o una trasgressione alle regole non scritte della società, ma è concepita come un'azione del tutto accettata e quindi radicata nella mentalità della comunità in questione.

In quest'epoca e in tutte le epoche è giusto far prevalere l'amore in tutte le sue forme e andargli contro può solo essere deleterio per tutti perché crea attriti, divisioni, prevaricazioni.

Vorrei che il bigottismo e l'ottusità non esistessero.

Un abbraccio

Laura

venerdì 3 marzo 2017

Il mio pensiero sul suicidio assistito



Salve a tutti. Come va? 
Oggi vorrei affrontare un argomento molto serio e delicato. 
L’idea mi è venuta guardando un video su Youtube a riguardo. 
Ho deciso quindi di esporvi qui il mio pensiero chiedendo, a chi vuole, di condividere i propri pensieri su questa questione di grande importanza. 

Solitamente evito di leggere i quotidiani o guardare i telegiornali per una mia consapevole scelta che proviene da un’idea che mi sono fatta nel tempo anche grazie ad alcuni libri letti durante la mia esperienza universitaria. 
Non voglio fare di tutta l’erba un fascio e quindi non sto generalizzando la cosa, anzi sono sicura che non è sempre così, ma ho constatato che spesso nei giornali e in tv le notizie vengono filtrate arrivando al lettore o allo spettatore in modo non originale: questo per seguire alcune regole stilate con il fine di accaparrarsi più pubblico possibile e mantenendo quello che già possiedono. 

In questi ultimi giorni però mi è balzata all’occhio la notizia di dj Fabo, un ragazzo divenuto cieco e tetraplegico in seguito ad un incidente stradale. 
Ha combattuto con tutte le sue forze per poter avere la possibilità di morire attraverso il suicidio assistito qui in Italia, ma alla fine è stato costretto ad andare all’estero perché le leggi italiane non permettono questa cosa. Mi è stato chiesto ieri cosa io pensassi riguardo al suicidio assistito. 
Io ho risposto con una sola frase: io sono per la libertà. Nel senso più completo del termine. 

Perché una persona non può essere libera di scegliere se vivere o morire? 

Io non capisco questa imposizione che consiste nel dover vivere a tutti i costi, anche quando il diretto interessato non lo desidera più. Nessuno, e ripeto nessuno, secondo me, dovrebbe decidere della nostra vita e soprattutto nessuno se non chi ci è davvero in mezzo può capire com’è vivere in determinate situazioni. 
A me dispiace pensare che questo ragazzo è stato obbligato fino ad ora a sopravvivere ad una condizione che lui non sopportava, la vedo come una punizione immeritata, un’imposizione che è come una tortura basata su una circostanza di vita che è pure contro natura perché un essere umano non è fatto per vivere così.
Vedo insensate anche tutte le motivazioni religiose che la chiesa espone a riguardo e cioè che solo Dio può decidere quando una persona deve morire o vivere...beh...a parte il fatto che io non mi reputo cristiana cattolica perchè nessuno dei miei pensieri va di pari passo con questa religione, ma comunque questo in particolare lo vedo come un ragionamento bigotto ed estremista che non ha niente a che vedere con il bene per il prossimo. 
La libertà è la cosa più importante di cui ci possiamo avvalere e nessuno ce la può togliere in nessun caso. Io sono per la vita, sono favorevole a tentare di migliorare la situazione fino a quando non si spegne l’ultimo accenno di speranza, ma una volta capito che non c'è via di scampo e non ci saranno più miglioramenti trovo sbagliato anche l’accanimento medico e le false speranze che girano intorno a ciò. 
È sbagliato per il paziente e per i suoi familiari. Purtroppo in alcuni casi occorre gettare la spugna consapevoli che a un certo punto bisogna fermarsi perchè non c'è più nulla da fare. 
L’importante è averle provate tutte. 

Un abbraccio

Laura

sabato 18 febbraio 2017

Le collaborazioni di Youtube e dei blog



Salve a tutti. Come va?
Oggi vorrei parlarvi di una cosa che mi riguarda indirettamente. Vorrei però dire la mia perché è comunque un argomento di mio interesse e che in fondo un po’ c’entra con me visto che sono un’assidua spettatrice di youtube.

Ultimamente, ma come successe ancora tempo fa, vengono messi in onda diversi video dove si parla di collaborazioni che vedono coinvolti famosi youtuber. Secondo molti, nel mondo di youtube ci sono diversi canali che accettano di fare collaborazioni pagate con l’obbligo di dover parlare in modo positivo del prodotto in questione e questa cosa viene vista male dai seguaci di queste persone perché si sentono presi in giro da recensioni pilotate e non sincere.

Io seguo i video su youtube dal 2009 e sono molto affezionata ad alcune youtuber. Le ho praticamente viste crescere nel loro lavoro. Inizialmente fare video per ognuna di loro non era un lavoro, era solo un hobby, una passione, un passatempo che però col tempo ha portato dei guadagni considerevoli, collaborazioni importanti che hanno cambiato la visione che avevano di ciò. Questo ha portato ad un’evoluzione, si sono rese più professionali, più seriose, alcune si sono anche appoggiate ad un’agenzia per poter essere guidate in modo migliore tra un’offerta di lavoro e l’altra. Molti spettatori non hanno digerito questo cambiamento tacciando le youtuber in questione come persone che si sono montate la testa, che pensano solo ai soldi e che non sono più spontanee.

Io trovo sbagliato questo pensiero. A volte occorrerebbe mettersi un pochino nei panni degli altri: più questi youtuber diventano popolari, più la qualità dei video richiede attenzione e professionalità soprattutto nel momento in cui si capisce che si vuol fare di youtube l’unica fonte di guadagno. Solo attraverso un’immagine professionale si può “fare colpo” sulle aziende che potrebbero offrire delle collaborazioni. 

Ed ecco la questione clou dell’articolo: le collaborazioni.
Molti youtuber famosi e meno famosi caricano soventemente foto e stories sui social dove mostrano prodotti ricevuti da millemila aziende, caricano video di unboxing dove inquadrano marchi e recensiscono creme o makeup di una determinata marca e quasi sempre sotto a queste foto o video si trovano insulti come “venduta” o “falsa”o “sei un’offesa alla povertà”.
 Allora, se il mio lavoro è fare la beauty influencer credo che sia normale e totalmente giusto che il mio principale obiettivo sia mostrare a chi mi segue dei prodotti in anteprima, magari provandoli e recensendoli per poi consigliare se ne vale la pena acquistarli o no. Io non ci vedo nulla di male, è normale. Il problema più grosso si pone nel momento in cui alcuni suppongono che certi youtuber si facciano pagare dall’azienda in questione accertando da contratto di parlare bene a priori del prodotto.
Prima di tutto ci tengo a  premettere che non credo assolutamente a chi dice che mai e poi mai prenderebbe in considerazione di farsi pagare per recensire un prodotto, non ci credo. Ragazzi, i soldi al giorno d’oggi fanno comodo a tutti, non prendiamoci in giro, e sono sicura che chiunque ci penserebbe un po’ prima di rifiutare. 
Con questo non voglio dire che io accetterei subito, ma di sicuro non rifiuterei a priori, innanzitutto perché il mio lavoro si baserebbe su questo e prima di rifiutare vorrei capire le caratteristiche del prodotto, magari provarlo e parlarne e poi riflettere e capire se l’offerta potrebbe fare al caso mio. 
Il mio buon senso mi dice che di sicuro non accetterei di recensire un prodotto positivamente anche se so che mi fa schifo, questo no perché non potrei mai e non vorrei mai prendere in giro i miei iscritti che mi hanno fatta arrivare a così tanto successo, ma se un prodotto  che mi piace, con cui mi trovo bene e che mi ha fatto una buona deve essere recensito sotto pagamento, perché non accettare? 
Ne avrei parlato bene anche gratis, visto che per di più mi pagano, perché no? 
Bisogna essere obiettivi, questi sono i classici “soldi facili” e se guadagnati con la coscienza apposto non vedo nulla di male nel farlo.

Io ora mi sono concentrata su youtube perché è la piattaforma che seguo maggiormente, ma penso che lo stesso discorso possa essere esteso anche ai blogger. Ci dovrebbe essere meno invidia secondo me perché credo che spesso i peggiori insulti provengano da persone frustrate che nella vita hanno concluso poco e vorrebbero avere almeno la metà del successo di questi youtuber. 
Poi è palese che la maggior parte del pubblico non è stupido e si accorge di chi è disonesto e pensa solo al “cash” e di sicuro questa tipologia di youtuber avrà una carriera preventivamente corta. Insomma, alla fine un bravo youtuber o blogger credo debba usare  la ragione e il cuore per fare i passi più giusti per se stesso, il suo portafogli e il suo pubblico. 
Per questo credo sia un mestiere complicato. Richiede molta concentrazione occorre essere molto attenti nella scelta dei passi da fare perché basta davvero poco per perdere di credibilità. Poi anche il pubblico dovrebbe fare la sua parte senza attaccarsi dove non c’è effettivamente nulla a cui attaccarsi.

Ben vengano queste nuove professioni, fortunatamente aperte a tutti. Basta buttarsi.

Un abbraccio

Laura

giovedì 2 febbraio 2017

I 5 difetti che non sopporto sugli altri



Salve a tutti. Come va?


Oggi avevo voglia di fare un articolo dedicato ai difetti che più non sopportiamo degli altri.

Diciamo che potrebbe essere anche un post – sfogo perché mi dà la possibilità di raccontarvi cosa mi fa andare più in bestia e soprattutto negli ultimi tempi. 
Se vi va, rispondetemi nei commenti dicendomi quali sono i difetti degli altri che più vi danno fastidio….sfoghiamoci insieme, ma mettiamo una regolina, và, altrimenti questo post potrebbe essere lungo pagine e pagine ahahahah (scherzo dai): facciamo che dobbiamo elencare 5 difetti e non di più.  
Allora parto io:


1.       La non-riconoscenza: quando tu fai più di un favore  a Tizio, ti rendi sempre disponibile, rinunci ai tuoi impegni per lui e poi quando se ne va ti liquida con un misero “grazie notte”. Ma scusa? Io non voglio regali materiali, soldi  e nulla di tutto ciò, non faccio i favori per avere qualcosa in cambio, ma credo che la riconoscenza sia sinonimo di educazione e fondamentale se non vuoi che passi l’idea di te che tu possa essere una persona che pensa che tutto le è dovuto e che pensa che l’umanità sia al suo servizio. Ma Tizio faceva così fatica a mandare un messaggino con scritto “Grazie mille, ho apprezzato il gesto” oppure “Grazie ancora”. Eh no….troppa fatica.


2.       La falsa-umiltà: “sai, sono una persona semplice: La mia mercedes con gli interni in pelle, a benzina, 74.000 cavalli, full-optional, color cielo all’imbrunire metallizzato l’ho comprata solo perché mi avanzavano quelle due lire, ho fatto un investimento.  “Mi sono comprata una maglia” “ah sì? Di che colore” “Di Armani” “Sì, ma di che colore?” “Di Armani, ma sai…con lo stipendio che percepisco sono poche le cose che posso permettermi”.


3.       Chi si dà arie: “io mi posso permettere ciò che voglio. Sono indecisa se prendermi l’audi o la bmw, boh….credo prenderò quella più costosa. Io sono una persona abituata alla bella vita e posso abitare solo in grandi ville. Sono una persona colta e intelligente e sono una scrittrice.” Sì certo, cosa scrivi? Le liste della spesa?


4.       Il vittimismo: chi deve sempre fare la parte della persona ferita, non sopporto. Perché ti devi piangere addosso? Ma ti piace il fatto che gli altri provino pena per te?  “Sono ignorante, nessuno mi capisce, sono brutto, tutti sono contro di me, io faccio di tutto per gli altri e gli altri mi trattano male. Ommioddio….ma fare qualcosa per migliorare la situazione invece che auto commiserarsi?


5.       Il buonismo: “io sono per il quieto vivere, ma prima ho detto alla titolare che Tizia sta al telefono, che Caia mangia di nascosto, che Sempronia si beve le cocacole. Comunque io faccio di tutto per mantenere una situazione di tranquillità perché il quieto vivere è la miglior cosa. Peace and love forever. Io non farò mai niente di brutto e odio chi crea zizzania”. E quindi ti odieresti da sola?



Ecco, mi sono sfogata. Adesso tocca a voi. Aspetto i vostri commenti.


Un abbraccio


Laura

domenica 29 gennaio 2017

La mia cura dei capelli



Salve a tutti. Come va?


Eccomi qui per parlarvi della mia hair care routine. Adoro guardare su you tube i video di hair routine e amo anche leggere i post sui vari blog dedicati ai capelli. Mi piace il beauty in generale e amo prendermi cura di me stessa pur non facendo nulla di laborioso o che prendono molto tempo perché sono comunque una persona pigra e mi stancherei a fare millemila passaggi. 
Quindi faccio parte della scuola di pensiero “poco, ma buono” . E quando parlo di “buono” non intendo chissà quali grandi marche, assolutamente no, anzi…quando si tratta di beauty credo poco ai miracoli che le marche prestigiose promettono. E’ un mio modo di pensare, opinabile, ma io l’ho sempre pensata così. 
Altra cosa: io non sono una che guarda l’inci. Tendo soltanto a concentrarmi sull’efficacia che il prodotto ha su di me, a prescindere dagli ingredienti di cui è composto.

Comunque ora vi svelo i prodotti che sto usando ultimamente per i miei capelli.

Ultimamente non ho avuto un buon rapporto coi miei capelli. Purtroppo la parrucchiera a cui mi sono affidata l’ultima volta ha fatto della mia capigliatura ciò che voleva tagliandomeli troppo. Ho passato un periodo in cui non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio, ora stanno ricrescendo e le cose stanno migliorando, ma ho capito che per una donna i capelli sono davvero molto importanti e gioisco fortemente ogni volta che penso che esistono le parrucche per quelle donne che per un motivo o per un altro non hanno più i loro capelli. Quello che ci incornicia il viso deve essere piacevole ai nostri occhi, altrimenti si salvi chi può.

Sta di fatto che ora stanno crescendo, piano piano li sto schiarendo da sola perché sempre la stessa parrucchiera me li ha bruciati decolorandomeli. Ho sempre adorato prendermi cura dei miei capelli da sola e ho deciso di continuare a farlo. Di sicuro ci saranno molte parrucchiere brave e professioniste, ma io ci trovo più gusto a fare da sola.


Allora….i miei capelli sono grassi alla radice e secchissimi sulle punte a causa di grosse decolorazioni. Ero nerissima e ora sono bionda come potete vedere su instagram. Sono fini, ma non particolarmente delicati. Li lavo un giorno sì e uno no, poche volte capita che io li lavi ogni due giorni e questo perché ho la fissa nel volere sempre i capelli splendenti e con la piega perfetta.

In questo periodo sto lavando i capelli con questo shampoo di Franck Provost che non vi consiglio affatto. È uno shampoo adatto per lavaggi frequenti e l’ho voluto provare perché la mia collega di lavoro mi aveva parlato bene di questa marca, ma devo dire che lo shampoo della linea lavaggi frequenti non lava per niente. È come se i capelli rimanessero unti e ciò accade anche se faccio due lavaggi uno dietro l’altro. Non ho mai avuto grossi problemi con gli shampoo, ma questo è davvero out. Comunque sono solita utilizzare shampoo per lavaggi frequenti con la speranza che siano un po’ più delicati. Non vedo l’ora di finire questo per provare Argilla straordinaria di Elvive.


Dopo aver fatto lo shampoo metto il balsamo e lo lascio agire qualche minuto e devo dire che quando vado a risciacquare non trovo più nulla. I capelli se lo pappano tutto e devo dire che questo balsamo è davvero buono oltre che profumatissimo. Non uso maschere perché credo siano troppo pesanti per i miei capelli e credo anche che non possano fare molto di più di un semplice balsamo.


Dopo di chè esco dalla doccia, metto il turbante in microfibra o un asciugamano e prima di asciugarli metto questo prodotto per proteggerli dal calore.

 Dopo averli asciugati rimetto questo prodotto e li metto in piega con la piastra di cui non posso fare a meno, li ho crespi e senza piastra sono davvero disordinati.

Dopo la piastra metto una goccina di cristalli liquidi di qualunque marca

 e alla fine passo un po’ di cera per mantenere la piega. 

Appena finisco la cera vorrei provare il gel d’aloe vera che dovrebbe essere meno dannoso, idratante e dovrebbe pure sporcare meno i capelli.Questa cera è del mio ragazzo, ma l'ho usata anch'io e non era male sui miei capelli.
 
Ecco qua….attendo i vostri consigli e se volete, ditemi pure come voi vi prendete cura dei vostri capelli.

Un abbraccio

Laura